3 luglio 2013

Tu, madre, sarai giudicata!

3 luglio 2013

 

Scheggia n° 5 di B.
Tu, madre, sarai giudicata!

 

Come è ovvio che il mare è salato, il fuoco brucia e l'acqua bagna, altrettanto ovvio è che ogni madre sia sottoposta ad un giudizio da parte della comunità in cui vive.

Fa parte dell'essere madre, come il pancione e la nausea, solo che quest'ultima non tocca a tutte e dura alcuni mesi, mentre il giudizio altrui non risparmia nessuno ed è per sempre!

E non importa quanti figli hai o se sei madre da poche ore, da alcuni mesi, da due, cinque, sedici o trent'anni!

 

Sarai comunque giudicata.

 

Da te stessa, costantemente e occasionalmente da genitori, zii, cugini, suoceri, parenti di ogni ordine e grado, amici, conoscenti, passanti, cassieri, commessi, spettatori occasionali, altri bambini, fino a quando non arriveranno anche i loro giudizi: quellidei tuoi stessi figli!!!

Per quel che mi riguarda, un vortice paranoico a volte mi travolge e mi fa leggere come giudizi (ovviamente negativi) anche i commenti più innocenti “che bella bambina, è il ritratto della salute! Guarda lì che belle guance!”, tradotto, mi stai dicendo che è grassa? Oppure “certo che quando vuole qualcosa si fa capire?!”...stai quindi insinuando che mia figlia è una dittatrice di 80 centimetri???!!!

E’ vero, ci sono momenti in cui la mia traduzione pecca un po' di negativismo, ma ci sono anche occasioni in cui il contenuto del commento lascia evidentemente trapelare un giudizio sul mio modo di essere madre.
Le possibilità sono infinite, a partire da frasi che hanno come incipit: “Io farei...” o “Io avrei fatto...”, ma ci sono svariate alternative, come “E se invece...” (molto educata, devo dire), fino alle esplicite “Secondo me sbagli” (e talvolta puoi essere grato del 'secondo me').

 

Ho sempre vissuto male il giudizio degli altri.

 

Mi ha condizionato, offeso, turbato. In molte occasioni frenato. Ma non mi ha mai fatto alterare tanto come da quando sono diventata mamma!

Sembra che tutto quello che una mamma compie sia sbagliato, da correggere, che necessiti di un suggerimento, un consiglio, l'istillazione di un dubbio. Come se una mamma non fosse già abbastanza travolta da dubbi di ogni genere… o come se non avesse a cuore la salute della  propria creatura!

 

Non importa quello che una mamma fa, né come lo fa, quello che dice né come lo dice.

Sarà giudicata per il fatto di essere madre.

Non c'è scampo.

 

A contatto con una mamma alcuni individui sembrano trasformarsi in esseri alieni, spregevoli e senza scrupoli che hanno una sola missione: quella di decostruire ogni certezza (ammesso che sia mai possibile averne) e mettere in dubbio ogni convinzione faticosamente conquistata.

Non te lo aspetti.

Sono lì, pronti ad aiutarti, cordiali e sorridenti, desiderosi di sapere e condividere. Apparentemente inoffensivi. Quand'ecco che sferrano una parola tagliente come una lama affilata.

E tu sei lì, ingannata e indifesa, senza neanche il tempo di capire e reagire. Puoi subire e basta. Accasciata nel tuo stesso sbigottito silenzio!

 

Mi viene in mente la serie tv degli anni Ottanta “Visitors”.

 

Io ero piccola, però ricordo questi esseri in apparenza come gli altri, che di nascosto ingurgitavano topi ed erano vestiti come Michael Jackson!

Ecco, per sdrammatizzare, quando mi trovo in situazioni di questo tipo, comincio a smascherare chi ho di fronte: c'è la V di Visitors sotto quel vestito? Bene; io la trasformo mentalmente nella V di qualcos'altro!

 

A seconda di quello che ho scelto di fare, ecco che i Visitors si presentano con l'opinione opposta in canna.

Ci deve sempre essere qualcosa da dire o da ridire.


Sono insaziabili.


E così se decido per il vaccino ecco che mi travolge un “poverina! Ma perché sottoponi il suo organismo a questo stress?”, se valuto la possibilità di non vaccinarla “vuoi fare l'alternativa rischiando la salute di tua figlia?” (come se l'argomento vaccini non fosse già una notevole fonte di ansia e tormento per il genitore).

Quando ho iniziato lo svezzamento è stato senza dubbio troppo presto o troppo tardi, sicuramente non il momento giusto. E quello che mangia è troppo o troppo poco e sempre poco invitante.

Quando dormiva nel lettone, era straviziata, quando ha iniziato a dormire nel suo lettino, se si svegliava era perché - poverina - si sentiva abbandonata.
Se adesso ha uno strato di troppo, ha caldo, se ha un velo di meno ha freddo. Se non esplode in grida sonore è annoiata.
Se ha l'angolo della bocca lievemente inclinato verso il basso “ma che ha fatto??”.
Se non la cullo “poverina, vorrebbe stare in braccio”, se la cullo “certo sempre in braccio, è già viziata”.
Se ha il ciuccio “le sciupa la dentatura”, se non ha il ciuccio “ma un ciuccino consolatorio no??”.
Se sto preparando il pasto ha sete, se sto per darle da bere allora ha fame. Se con due mani faccio entrambe le cose, è certo che ha sonno!!!

E via dicendo...con una creatività sorprendente!

 

Non dico niente di nuovo. Ogni madre lo sa. Ci è passata, ci sta passando e – ahimè – ci passerà...

 

Mi è capitato spesso di provare una notevole stizza in queste situazioni, soprattutto quando mi sentivo colpita sulla mia efficacia di madre. Tanto da arrivare a dimenticarmi la cosa più importante, e cioè che quello che è meglio per la mia bambina, lo sappiamo io e lei! Ed è bellissimo scoprirlo insieme e gradualmente, attraverso la nostra conoscenza reciproca e talvolta grazie anche ai consigli – più o meno richiesti – di chi ci sta intorno, che forse non necessariamente vuole farci ammattire, ma dimostra che ci ha a cuore!

 

Per evitarmi una crisi di nervi o una notte in carcere, ho iniziato a vederla in questo modo: quando nasce un bambino la comunità che lo circonda si attiva, lo adotta, si responsabilizza e si prodiga in tutti i modi, non per stressare i neogenitori (anche se molto spesso il fine sembra proprio questo), ma per portare aiuto, fornire alternative, soluzioni al problema. Creare a volte il problema stesso, giusto per darti l’opportunità di risolverlo.

Insomma, la comunità in cui nasce il bambino si adopera con tutti i mezzi affinché il nuovo arrivato cresca e si sviluppi al meglio. Fa di tutto, dice di tutto. Anche a costo di risultare irritante!

 

E tutto questo fa girare notevolmente le scatole, è vero, ma può anche essere molto bello e commovente.

Talvolta perfino incredibilmente utile! Eh sì, perché va ammesso, ai neogenitori non si può dire mai niente, ma alla fine, dopo aver fatto di testa loro, a volte tornano (naturalmente senza ammetterlo) anche al consiglio tanto disprezzato…
quando non è palesemente un consiglio del cavolo.

 

B.

Commenti (4)

Jessica

Ciao! Su questo tema ho una posizione un po' intermedia: da un lato, sono d'accordo con te, anche perché spesso si giudicano dei comportamenti non sulla base di consocenze, ma solo da punti di vista diversi, validi tutti allo stesso modo. Inoltre, il giudicare è sbagliato e offensivo come modalità in sé di intervenire nelle scelte altrui e spesso non è d'aiuto, anzi!! Un confronto, una domanda sarebbe meglio di un giudizio! Nello stesso tempo però c'è un altro aspetto che mi coinvolge, e cioè la responsabilità dei genitori e la necessità di formazione: nessuno deve giudicarci, certo, però spesso un confronto, formazione, informazione, sarebbero importanti- nei modi e negli spazi adeguati... Ad esempio, se vedo un'amica che per riprendere la bimba di due anni che le è sfuggita per correre incontro all'amica la prende per i capelli e la minaccia di ben altro... che cosa e come si potrebbe fare? Si può considerare giusto non dire niente? Che ne pensi? Quali potrebbero essere le giuste modalità di intervento/formazione secondo te?

giulia

Ciao Jessica, anche se non sono l'autrice dell'articolo mi farebbe piacere risponderti...
Credo che nel caso che esponi -come in molti altri- la questione sia particolarmente delicata.
Da un punto di vista professionale penso che sia da ritenersi auspicabile - anche se non sempre facile - esimersi dai giudizi. E' difficile conoscere realmente qualcuno e sapere quali siano le motivazioni alla base dei suoi comportamenti.
Nella situazione che descrivi potrebbe trattarsi di un caso. Quell'amica potrebbe essere la mamma più ragionevole e affettuosa del mondo, e quel giorno, per chissà quale ragione tremenda e a te sconosciuta, esplodere in modo irrazionale (e assolutamente deplorevole), sfogandosi sulla povera figlia e magari sentendosi subito morire per il senso di colpa. Un nostro giudizio negativo in questo specifico caso, potrebbe risultare fuori luogo, forse inutile.
In caso contrario se quell'amica ( e a quel punto ci sarebbe da domandarsi come faccia ad essere ancora nostra amica...) fosse solita comportarsi così, maltrattando e minacciando la figlia fisicamente e psicologicamente, bè, una chiacchierata potrebbe essere utile...
Ma anche in questo caso mi chiedo se sarebbe realmente efficace fare passare la chiacchierata in questione attraverso il giudizio.
Ho l'impressione che la maggior parte delle volte i giudizi stimolino la chiusura e quindi un'irrimediabile incomunicabilità.
Credo - ma non è che un'ipotesi - che una possibile "modalità di intervento/formazione" possa includere in dosi variabili e creativamente personalizzate, un po' di buon ascolto, una valutazione di insieme, molta riflessione, qualche valido aneddoto e la nostra sana, delicata sincerità.
Un caro saluto,
Giulia

mammamarty

Bellissimo post! Rappresenta in pieno ciò che le mamme si ritrovano a vivere ogni santissimo giorno. Una lotta continua ma anche un grande banco di prova che aiuta le donne a superare i propri limiti e a fortificarsi, essere più sicure di sè per ciò che riguarda i loro figli! Poi si sa, siamo esseri umani e si può sbagliare, l'importante è sbagliare con il proprio cervello, solo così si cresce e si impara qualcosa di nuovo!!
Essere madri significa anche questo, sembra che quando arriva un bambino tutti vogliano dire la loro, tutti si sentono padroni di farlo senza curarsi della sensibilissima sensibilità delle madri. Essere madri è la cosa più grande al mondo, ci ricongiunge a noi, al nostro passato, al nostro vissuto...a Dio?!
Grazie per gli spunti di riflessione...che accomunano tutte noi!!
M.

Jessica

Grazie Giulia, la soluzione che proproni mi piace molto! In effetti, a mio avviso, ancora in molti ritengono certe maniere le maniere giuste per 'educare'. Anche secondo me la modalità del giudizio è sempre sbagliata, ma non è facile trovare la giusta modalità di interazione in casi difficili e sensibili come questo. Proverò a creare il contesto per una chiacchierata come suggerisci tu!

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