11 giugno 2013

Oh no! Si mangia!

11 giugno 2013

 

 

di Luisa Vaselli, psicologa, psicoterapeuta

 

 

Il momento del pasto, come quello del sonno, è spesso causa di grandi dissidi all’interno delle famiglie.
Quanti nonni in buona fede distruggono ore e ore di lavoro che ci hanno visti impegnati per tenere a tavola le nostre piccole pesti, mettendole davanti alla televisione o rincorrendole per casa perché “ per lo meno mangiano”.

 

Il momento che precede il pasto per alcuni genitori può essere considerato l’anticamera dell’inferno.

 

Si assiste a scene di panico, urla disperate, nonni preoccupati che il nipote non si cibi in modo adeguato. Così per evitare che il piccolo possa digiunare si ricorre a numerosi stratagemmi.

Ho visto nella mia carriera di psicologa genitori rincorrere i figli con il piatto per casa, nonni che correvano per la cucina facendo l’aeroplano, cartoni animati strategici con apertura inconsapevole della bocca e ingestione di cibo automatica.

 

Solitamente queste scene diventano una routine, se non viene spezzata la relazione iniziale.

 

Non è possibile che nostro figlio rinunci a un piatto di spaghetti (mi chiedo ancora come mai il 90% dei bambini adori la pasta bianca. E’ una domanda che come psicologa non ha ancora ottenuto una valida risposta scientifica) e si abbuffi poi con il consenso familiare con svariate merendine.

La risposta che si sente spesso è: “Mangia solo questo, non posso mica farlo rimanere a digiuno!

La mia risposta da esperta e da madre è “SI’, posso tenere mio figlio a digiuno per un pasto, non avrà nessun problema psicologico.” Se invece il momento del pasto si carica emotivamente potrebbero allora insorgere nei nostri figli dipendenze da cibo. Il bambino potrebbe associare l’idea del pasto all’idea di essere accettato

 

E’ inoltre importante non utilizzare il cibo come premio. In caso contrario, potrebbe infatti svilupparsi in età adulta, una relazione molto stretta tra soddisfazione e cibo. 

 

"Mio figlio non sta seduto a tavola!"

 

Quante volte questa domanda è affiorata sulle labbra di molti genitori. Ma chiedo loro: “Avete mai provato a passare un intero pranzo di nozze a tavola?”. 

Bene questo è quello che provano i nostri figli di due-quattro anni quando li costringiamo a stare fermi seduti a tavola fino alla fine del pasto. E le nostre grida, le punizioni sembrano non sortire effetto alcuno.


Come fare allora?

 

Primo passo potrebbe essere quello di eliminare ogni distrazione al momento del pranzo o della cena.

Niente televisione in cucina, punizione forse più grande per l’adulto. 

Il momento del pasto, soprattutto la cena, vede riunita la famiglia.
Pensate che bell'opportunità di condivisione: un’occasione preziosa per poter raccontare la nostra giornata, ascoltare le vicende dei nostri piccoli e aiutarli a gestire i loro problemi

Ecco allora un bel gioco da fare a tavola, tutti insieme: il gioco della bella giornata. “Ognuno di noi racconta la sua, vediamo qual è quella più divertente!”.

 

Tratto dal libro di Luisa Vaselli, Figli: istruzioni per l'uso! Come gestire la crescita dei nostri figli, ed.Lulu.

Un piccolo manuale sul rapporto con i figli, dall'infanzia alla prima adolescenza, scritto con grande semplicità e chiarezza.


Dove trovarlo: http://www.lulu.com/it/it/shop/luisa-vaselli/figli-istruzioni-per-luso-come-gestire-la-crescita-dei-nostri-figli/paperback/product-21017586.html

 

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