22 maggio 2013

Alla ricerca del tempo perduto

22 maggio 2013

 

Durante la gravidanza ho tenuto un diario.

 

Perché mi capita di dimenticarmi di tante cose e non volevo che alcuni momenti scorressero via senza lasciare traccia.

Ecco che ad un anno di distanza, con la mia bella bambina che mi tiene occupata, il tempo per scrivere un diario è evaporato.

Ma ogni tanto mi capita di andare a curiosare tra quelle poche pagine: chissà un anno fa oggi cosa stavo facendo?

 

Leggo del tempo che non passava, che indugiava ozioso sulla linea rotonda del pancione, tra una carezza e l'altra; dell'impazienza che arrivasse il giorno dell'ecografia per sapere se tutto procedeva bene e per sbirciare là dentro e portarmi a casa la meravigliosa visione di una manina o un piedino; del desiderio che il tempo corresse veloce per salirci in sella e raggiungere la mia bambina!

 

E oggi?

 

Il parallelo crea un corto circuito bizzarro!

Oggi il tempo sparisce.

Come in un quadro di Dalì, sembra fuso in un'unica, sinuosa giornata.

Mi sembra passato un giorno da quando l'ho vista per la prima volta (e tra pochi giorni festeggeremo già il suo primo compleanno!!).

Eppure, ricordo bene come mi sembravano lunghe quelle prime giornate, da sole io e lei, sul lettone nella penombra mentre fuori infuriava il caldo estivo!

E ho ben presente come mi manchi il tempo adesso!

 

Il tempo percepito è ben diverso da quello di orologi e calendari! Non ha regole: è anarchico, irriverente, spregiudicato! E ha un beffardo senso dell'umorismo!

E' nell'esperienza di ognuno, credo, notare che quando si è in coda alla cassa del supermercato i minuti sembrano durare ore (e secoli se si è con un bambino che urla impaziente!); invece se stiamo piacevolmente conversando con un amica (o semplicemente facendo un discorso con soggetto verbo e complemento mentre il suddetto bambino dorme) anche un'ora sembra volarsene via lesta, come  un battito di ciglia!

 

Il tempo è relativo.

 

E con un bambino, è relativamente sempre troppo poco!

 

Ecco che adesso il tempo mi appare preziosissimo; ne sono affamata; lo cerco; lo inseguo; lo invento.

Inutile dire che le cose da fare durante la giornata sono sempre superiori alle mie possibilità (forse esistono anche le super mamme, ma io non sono tra quelle!).

Ancora più inutile dire che il tempo a disposizione per farle, con un bambino, è talmente poco che basterebbe una clessidra con due granelli di sabbia a misurarlo (non vuole essere una giustificazione, arrancavo pure prima).

Per me il momento migliore da sfruttare è il momento del riposino.

Lei dorme e io posso concentrare tutta la mia attenzione su altro, senza il pensiero di trascurarla.

 

Ci sono solo due inconvenienti:

1)      non so mai di quanto tempo potrò disporre, e la cosa mi crea qualche problema organizzativo;

2)      la parola altro è un contenitore vastissimo e al suo interno troviamo bisogni fisiologici, igiene personale, lavoro, preparazione pasti, riordino ambienti, cura della propria persona, cura dell'intelletto, svago.

 

Come appare chiaro, in caso di sfiga (il pisolino dura sorprendentemente poco) o di imprevisto, i primi a saltare sono gli ultimi dell'elenco e a seconda della gravità della situazione, si sale nella lista fino a trascurare anche i bisogni fisiologici...e lì siamo messi davvero male!

 

La sfiga è sempre in agguato e la quantità di imprevisti che riescono a concentrarsi in quei preziosissimi istanti è inimmaginabile: dal computer che deve fare quarantamila aggiornamenti prima di essere pronto all'uso, alla telefonata dell'amica che non sento da quando avevamo l'apparecchio ai denti, dal merlo che cade nella stufa e incipria svolazzando l'intera cucina di fuliggine, alla visita a sorpresa della zia.

 

Sono cose che capitano, che ci vuoi fare, ma sul momento acquistano un'importanza totalizzante, come totalizzante può essere la collera che sento implodere dentro! (e talvolta anche fuori).

Peggio ancora quando mi accade di autoboicottarmi: talvolta sono così sconnessa cerebralmente, che quando la fanciulla si addormenta, vago per tutto il tempo cercando di ricordare cosa dovevo fare o di capire le priorità da seguire tra le cose in lista, esaurendo tutte le energie mentali in questo lavorìo inconcludente fino al risveglio!

In questo caso non posso che prendermela con me stessa. Ed è faticoso litigare con se stessi: non la spunti mai!

 

Ancora peggio quando dopo aver programmato tutto sono pronta a scattare non appena chiude gli occhi, e lei con rabdomantica perspicacia, decide di non dormire!!

 

E qui non c'è niente da fare. Non è proprio possibile prendersela con un fagottino morbido e caldo che ti guarda con i suoi grandi occhioni meravigliosi e sorride pimpante, per niente intenzionata a dormire! Occorre essere flessibili e pronti a cambiare programma.

E di corsa!

A volte sembra che la vita di un genitore si esaurisca (non nel senso che provoca l'esaurimento, anche se a volte sembra) nella ricerca di minutissime frazioni di tempo nelle quali concentrare una quantità impressionante di attività!

 

Nonostante l'esigenza, talvolta urgente, di frugare con foga nelle maglie della giornata alla ricerca di tempo, mi stupisco ogni volta di provare una sincera beatitudine quando sento provenire dalla camera quei dolcissimi suoni del risveglio!

 

Mi riempiono il cuore e mi provocano un sorriso luminoso; una reazione involontaria, che spazza via ogni preoccupazione contingente e penetra nella mia persona come un raggio di luce tra le nuvole: la mia bambina è piena di gioia di vivere, di vedere, annusare, toccare, sentire, gustare, percepire, ridere, partecipare!

E questa felicità è anche la mia.

Io sono qui per condividere tutto questo con lei.

E il mio tempo acquista un senso nuovo e bellissimo! 

 

B. 

http://www.pelleapelle.it/page/scheggedimamma

Commenti (1)

mammamarty

Che meraviglia non sentirsi sole in questa continua e tanto desiderata ricerca di tempo per fare"altro"!!
Davvero felice di non essere da sola e di provare esattamente ciò che descrivi con intensa emozione nel tuo post!! E' davvero bello leggerti!!
Inutile aggiungere altro...hai già detto tutto!!!;)
...a volte credo che essere genitori passi da qua, da questa speciale via alla ricerca di sé, di un nuovo modo di essere madre, donna...una via zen a volte, poichè mette a dura prova tutto il tuo essere, abnegazione totale per un bene più grande!!Smile
un abbraccio, M.

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