11 aprile 2013

Quando il papà resta incinto, ovvero la Sindrome della Couvade

11 aprile 2013

 

L’attesa di un bambino è per molte donne un periodo magico, intenso, di profonda trasformazione… ma cosa succede quando è il padre a manifestare i sintomi della gravidanza

 

Anche per l’uomo la nascita di un figlio è un momento estremamente significativo, con un’importanza tale da determinare in lui una serie di modificazioni non solo a livello comportamentale ma anche corporeo. 

Egli però, a differenza della futura madre, vive una gravidanza esclusivamente mentale, fatta di condivisione, progressiva consapevolezza, percezione e rielaborazione. È questo un periodo di paure, gioie, ridefinizioni di ruoli, partecipazione… e esclusione.

Di fronte a questa condizione che spesso si accompagna ad alcune difficoltà, l'uomo ha comunque la necessità di manifestare ciò che suscita in lui la futura paternità e lo può fare utilizzando un preciso canale comunicativo: il corpo

In quella che viene definita la Sindrome della Couvade - dal basco couver, che letteralmente indica lo “stare seduto sulle uova” o il “far nascere” - il futuro padre si trova a sperimentare condizioni fisiologiche e psichiche molto simili a quelle della gravidanza, portando gli studiosi ad interpretare questa condizione come un’espressione somatica della partecipazione soggettiva del padre alla gravidanza.

 

 

Ma quali sono i sintomi della Couvade?

 

Descritta inizialmente nel 1965 da uno psichiatra inglese, la Couvade si manifesta con:

  • perdita di appetito 
  • mal di denti 
  • mal di testa 
  • nausea 
  • vomito 
  • mal di reni 
  • disturbi gastrointestinali (coliche addominali, indigestioni, ulcere) 
  • orzaioli 
  • tonsilliti 
  • disturbi dermatologici 
  • tremori muscolari 

La durata del disturbo va dal periodo della gestazione fino alle prime settimane successive al parto; più precisamente è stato osservato che la sintomatologia è presente con maggiore intensità durante il primo trimestre di gravidanza.

 

 

Uomini “in dolce attesa”: rituali della Couvade attraverso il mondo

 

La sindrome della Couvade prende origine da un vero e proprio rituale - il rituale della Couvade - osservato in diverse popolazioni del mondo, con alcune distinzioni. Troviamo infatti da una parte la Couvade Pseudomaterna o prenatale, e dall'altra la Couvade Dietetica o postnatale (Haynal A., 1968).

Nel primo caso l’uomo accompagna le doglie della compagna, imitando gli spasmi del parto al fine di alleggerire il dolore alla partoriente. In alcuni rituali ad esempio i vestiti della donna vengono posati sul compagno per trasferire su di lui la sofferenza delle doglie e portarlo così ad offrirle un sostegno, condividendo con lei i dolori del travaglio e del parto. 

Per quanto riguarda la Couvade postnatale vediamo invece l’uomo sottoporsi a un regime alimentare specifico al fine di preservare la salute del neonato. Il padre in questo modo vive con il nascituro un legame fisico così intimo da arrivare alla convinzione che qualunque cosa egli faccia, influisca direttamente sul piccolo.

 

 

La magia del legame tra padre e figlio

 

C’è un elemento importante che questi rituali condividono e che salta subito agli occhi: il legame magico tra nascituro e padre.

Il fenomeno della Couvade mette infatti l’accento su quel rapporto padre-bambino che ne rivendica la profonda unione, ma che, a differenza di quello materno, non può essere sancito attraverso l’atto della nascita.

La Couvade rappresenta quindi la manifestazione, espressa attraverso il corpo, di un vissuto - quello della paternità - che ha bisogno di un'elaborazione.  

I sintomi somatici della sindrome possono essere considerati quindi come il tentativo, da parte dell’uomo, di vivere e di elaborare questa esperienza attraverso il corpo, evidenziando i meccanismi messi in atto di fronte alla nascita di un figlio e i contenuti inconsci che la caratterizzano e costituendosi così come rituale moderno di passaggio da uomo a padre. 

 

 

Dott. Filippo Bazzani

Psicologo Clinico, Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale

 

Fonti:

F.Bazzani, La sindrome della couvade: rassegna di studi antropologici, clinici e psicopatologici sulla paternità.

S.Lera, F.Bazzani, La sindrome della couvade, Rivista di sessuologia, vol.31, n.3, 2007

 

(Leggi anche Quanto conta la presenza di un padre)

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