4 gennaio 2014

No, no, no e ancora no! Quando il tenero cucciolo... si trasforma in leone.

4 gennaio 2014

 

Succede un giorno che il nostro cucciolo cominci a camminare.

Ad un tratto conquista la verticalità e il suo mondo cambia totalmente. Si ribalta per metà.

Non ci sono più solo grandi persone in grado di spostarlo nel mondo all’altezza di un metro e più da terra. Adesso c'è lui che senza allontanarsi troppo da dove cresce l'erba, seppur piccolo piccolo, conquista lo spazio sulle sue gambette incerte.

Non si limita più a guardare ciò che gli altri decidono che lui guardi. Non più solo il soffitto o le api colorate appese sul lettino. Adesso lui guarda ciò che vuole.


Lui cammina.

 

E' una rivoluzione. Uno stravolgimento colossale che non fa muovere solo il terreno sotto i suoi piedi, ma mette in moto instabile anche tutti quelli che erano prima i suoi punti fermi.
E così se prima lui stava al centro di un piccolo mondo attorno a cui tutto gravitava ed erano gli altri che sceglievano di avvicinarsi o allontanarsi da lui, adesso è lui stesso a tracciare i confini di questo suo mondo in espansione.
E’ lui che può andare verso o allontanarsi da...
Può muoversi, muoversi tanto o decidere di restarsene fermo del tutto.
Può ricevere, ma può anche dare.
O decidere di non dare affatto.

 

Dopo un po', nello stesso momento o chissà quando, sempre ad un tratto, accade che il nostro cucciolo cominci a parlare.
Conquista la parola e tra tutte ne padroneggia una...

Scopre all'improvviso di poter dire la parola che lo rende più attivo e più vivo nel mondo.

Una parola piccola, veloce come una scheggia, ma pesante come il piombo, che i grandi usano spesso. Con lui, tra di loro, con se stessi. Una delle parole più importanti.

Il nostro cucciolo scopre il NO!

 

E quando accade una tempesta stravolge il suo mondo tranquillo... e quello dei suoi genitori! Prosegue...

22 maggio 2013

Alla ricerca del tempo perduto

22 maggio 2013

 

Durante la gravidanza ho tenuto un diario.

 

Perché mi capita di dimenticarmi di tante cose e non volevo che alcuni momenti scorressero via senza lasciare traccia.

Ecco che ad un anno di distanza, con la mia bella bambina che mi tiene occupata, il tempo per scrivere un diario è evaporato.

Ma ogni tanto mi capita di andare a curiosare tra quelle poche pagine: chissà un anno fa oggi cosa stavo facendo? Prosegue...

11 aprile 2013

Quando il papà resta incinto, ovvero la Sindrome della Couvade

11 aprile 2013

 

L’attesa di un bambino è per molte donne un periodo magico, intenso, di profonda trasformazione… ma cosa succede quando è il padre a manifestare i sintomi della gravidanza

 

Anche per l’uomo la nascita di un figlio è un momento estremamente significativo, con un’importanza tale da determinare in lui una serie di modificazioni non solo a livello comportamentale ma anche corporeo. 

Egli però, a differenza della futura madre, vive una gravidanza esclusivamente mentale, fatta di condivisione, progressiva consapevolezza, percezione e rielaborazione. È questo un periodo di paure, gioie, ridefinizioni di ruoli, partecipazione… e esclusione.

Di fronte a questa condizione che spesso si accompagna ad alcune difficoltà, l'uomo ha comunque la necessità di manifestare ciò che suscita in lui la futura paternità e lo può fare utilizzando un preciso canale comunicativo: il corpo

In quella che viene definita la Sindrome della Couvade - dal basco couver, che letteralmente indica lo “stare seduto sulle uova” o il “far nascere” - il futuro padre si trova a sperimentare condizioni fisiologiche e psichiche molto simili a quelle della gravidanzaProsegue...

31 marzo 2013

Ma quanto conta la presenza di un padre?

31 marzo 2013

 

 

Se solo cinquant’anni fa qualcuno avesse raccontato alle nostre nonne di un futuro in cui i papà avrebbero cambiato i pannolini puzzolenti dei loro pargoli e spignattato tra i fornelli per preparare la pappa al figlio, sicuramente avrebbero pensato alle costruzioni fantascientifiche di un ironico romanziere. Prosegue...

10 dicembre 2012

Genitori esauriti: un terzo di loro mente sul sonno del figlio

10 dicembre 2012

La pressione sui neogenitori è spesso così alta che molti di loro, per apparire agli occhi di chi li circonda, genitori perfetti, mentono riguardo al sonno dei propri figli

Da un’indagine condotta in Gran Bretagna e pubblicata sul Daily Telegraph risulta infatti che la paura di essere giudicati dagli altri, cattivi genitori, porti un terzo degli intervistati a nascondere i disturbi del sonno del proprio figlio e a mentire, affermando che dorme per tutta la notte. 

Le aspettative della famiglia e della società condizionano a tal punto i neogenitori da provocare in loro sentimenti di vergogna e frustrazione quando i comportamenti del figlio non rispecchiano le modalità indicate dagli “esperti” del caso. Prosegue...

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