30 gennaio 2014

L'uomo di ferro. Ansia, paura e depressione nell’uomo che diventa padre

30 gennaio 2014

“Nel bosco ci sono gli spiriti.

Temo quel che è successo agli altri...

e ho paura che tu non possa più uscirne.”

L'uomo di ferro di J.W.Grimm

 

Prima la vita, poi la filosofia ed infine la psicologia ci hanno insegnato che ci sono, nella storia di ogni individuo, dei momenti che per loro natura possono portarci ad uno stravolgimento tale da farci barcollare, con - non di rado - delle spiacevoli conseguenze.

Questi momenti possono infatti rivelarsi come possibili generatori di una elevata dose di stress e quindi destabilizzare il normale equilibrio di una persona. 

 

La nascita di un figlio è senza dubbio uno di questi.

 

É ormai da tempo che c'è un forte interesse da parte della comunità scientifica verso quel particolare momento della vita della futura e neo madre.

Attraverso innumerevoli studi e ricerche sappiamo infatti che in gravidanza e nei primi mesi dopo il parto le donne possono manifestare, con una certa frequenza, reazioni emotive di carattere ansioso-depressivo.
Queste possono andare dalla semplice disforia post-partum o maternity blues (un’alterazione transitoria dell’umore che si manifesta nel 60-70% delle puerpere nei giorni immediatamente successivi al parto) fino a vere e proprie depressioni post-partum, psicosi post-partum e disturbi post traumatici da stress come conseguenza della nascita del bambino.

Pensando a vissuti ansioso-depressivi legati al parto si tende inevitabilmente a vederli come un fenomeno prevalentemente femminile, ma contrariamente a quanto possiamo pensare non è una condizione che riguarda solo la madre. 

 

Dove abbiamo lasciato il futuro e neo padre? Prosegue...

4 gennaio 2014

No, no, no e ancora no! Quando il tenero cucciolo... si trasforma in leone.

4 gennaio 2014

 

Succede un giorno che il nostro cucciolo cominci a camminare.

Ad un tratto conquista la verticalità e il suo mondo cambia totalmente. Si ribalta per metà.

Non ci sono più solo grandi persone in grado di spostarlo nel mondo all’altezza di un metro e più da terra. Adesso c'è lui che senza allontanarsi troppo da dove cresce l'erba, seppur piccolo piccolo, conquista lo spazio sulle sue gambette incerte.

Non si limita più a guardare ciò che gli altri decidono che lui guardi. Non più solo il soffitto o le api colorate appese sul lettino. Adesso lui guarda ciò che vuole.


Lui cammina.

 

E' una rivoluzione. Uno stravolgimento colossale che non fa muovere solo il terreno sotto i suoi piedi, ma mette in moto instabile anche tutti quelli che erano prima i suoi punti fermi.
E così se prima lui stava al centro di un piccolo mondo attorno a cui tutto gravitava ed erano gli altri che sceglievano di avvicinarsi o allontanarsi da lui, adesso è lui stesso a tracciare i confini di questo suo mondo in espansione.
E’ lui che può andare verso o allontanarsi da...
Può muoversi, muoversi tanto o decidere di restarsene fermo del tutto.
Può ricevere, ma può anche dare.
O decidere di non dare affatto.

 

Dopo un po', nello stesso momento o chissà quando, sempre ad un tratto, accade che il nostro cucciolo cominci a parlare.
Conquista la parola e tra tutte ne padroneggia una...

Scopre all'improvviso di poter dire la parola che lo rende più attivo e più vivo nel mondo.

Una parola piccola, veloce come una scheggia, ma pesante come il piombo, che i grandi usano spesso. Con lui, tra di loro, con se stessi. Una delle parole più importanti.

Il nostro cucciolo scopre il NO!

 

E quando accade una tempesta stravolge il suo mondo tranquillo... e quello dei suoi genitori! Prosegue...

17 agosto 2013

Spaventosi, prodigiosi... primi passi

17 agosto 2013

 

Scheggia n° 6 di B.

Spaventosi, prodigiosi... primi passi

 

Eccoci arrivate a un momento cruciale: lei si è staccata dalle mie mani per camminare da sola...   

L’autonomia è meravigliosa!  

Faticosa da conquistare e difficile da mantenere. 

Ogni piccola decisione quotidiana ne richiede una certa dose e se per alcuni il cammino è più semplice, per altri è meno immediato.

E non solo per i bambini. 

È difficile prendere decisioni da soli, portarle avanti, rischiare, mettersi in gioco e accettare il fallimento. Rialzarsi quando si cade, non scoraggiarsi e di nuovo tentare! 

È un lavoro costante su se stessi, ma quanta soddisfazione quando, con le proprie forze, si ottiene un risultato! 

Come aver scalato una montagna tra mille difficoltà e centomila ripensamenti… però l'aria che si respira in vetta, ricompensa di ogni fatica! 

Ora che vedo la mia bambina alle prese con questa sfida, conoscendone le sfaccettature, la gioia e la delusione, cerco di aiutarla come meglio posso ad affrontarle entrambe!

 

Prodigiosi, spaventosi primi passi!

Se pensavo che fosse difficile il lavoro su se stessi per se stessi, non avevo ancora sperimentato quanto lo fosse il lavoro da fare su di sé per un'altra persona!

Sì, perché, quando la vedo, così instabile sulle sue bellissime gambette storte, sorridente e illuminata di felicità per essere riuscita a mettersi in piedi e a fare da sola quel passettino, come faccio…

COME FACCIO…

... a non pensare alla collisione della sua preziosa testolina col pavimento!? Prosegue...

11 giugno 2013

Oh no! Si mangia!

11 giugno 2013

 

 

di Luisa Vaselli, psicologa, psicoterapeuta

 

 

Il momento del pasto, come quello del sonno, è spesso causa di grandi dissidi all’interno delle famiglie.
Quanti nonni in buona fede distruggono ore e ore di lavoro che ci hanno visti impegnati per tenere a tavola le nostre piccole pesti, mettendole davanti alla televisione o rincorrendole per casa perché “ per lo meno mangiano”.

 

Il momento che precede il pasto per alcuni genitori può essere considerato l’anticamera dell’inferno.

 

Si assiste a scene di panico, urla disperate, nonni preoccupati che il nipote non si cibi in modo adeguato. Così per evitare che il piccolo possa digiunare si ricorre a numerosi stratagemmi. Prosegue...

22 maggio 2013

Alla ricerca del tempo perduto

22 maggio 2013

 

Durante la gravidanza ho tenuto un diario.

 

Perché mi capita di dimenticarmi di tante cose e non volevo che alcuni momenti scorressero via senza lasciare traccia.

Ecco che ad un anno di distanza, con la mia bella bambina che mi tiene occupata, il tempo per scrivere un diario è evaporato.

Ma ogni tanto mi capita di andare a curiosare tra quelle poche pagine: chissà un anno fa oggi cosa stavo facendo? Prosegue...

11 aprile 2013

Quando il papà resta incinto, ovvero la Sindrome della Couvade

11 aprile 2013

 

L’attesa di un bambino è per molte donne un periodo magico, intenso, di profonda trasformazione… ma cosa succede quando è il padre a manifestare i sintomi della gravidanza

 

Anche per l’uomo la nascita di un figlio è un momento estremamente significativo, con un’importanza tale da determinare in lui una serie di modificazioni non solo a livello comportamentale ma anche corporeo. 

Egli però, a differenza della futura madre, vive una gravidanza esclusivamente mentale, fatta di condivisione, progressiva consapevolezza, percezione e rielaborazione. È questo un periodo di paure, gioie, ridefinizioni di ruoli, partecipazione… e esclusione.

Di fronte a questa condizione che spesso si accompagna ad alcune difficoltà, l'uomo ha comunque la necessità di manifestare ciò che suscita in lui la futura paternità e lo può fare utilizzando un preciso canale comunicativo: il corpo

In quella che viene definita la Sindrome della Couvade - dal basco couver, che letteralmente indica lo “stare seduto sulle uova” o il “far nascere” - il futuro padre si trova a sperimentare condizioni fisiologiche e psichiche molto simili a quelle della gravidanzaProsegue...

31 marzo 2013

Ma quanto conta la presenza di un padre?

31 marzo 2013

 

 

Se solo cinquant’anni fa qualcuno avesse raccontato alle nostre nonne di un futuro in cui i papà avrebbero cambiato i pannolini puzzolenti dei loro pargoli e spignattato tra i fornelli per preparare la pappa al figlio, sicuramente avrebbero pensato alle costruzioni fantascientifiche di un ironico romanziere. Prosegue...

30 dicembre 2012

16 cose... che piacciono ai neonati!

30 dicembre 2012

 

È un universo di sensazioni quello in cui il neonato trascorre i primi mesi di vita.
Ogni contatto con l’esterno è per lui un’avventura carica di emozione. Un’esperienza sensoriale così intensa e coinvolgente da sfuggire alla nostra comprensione. 

A volte è inaspettatamente semplice quello che affascina un neonato. 
"I bambini notano i piccoli dettagli che noi adulti non siamo più in grado di cogliere", afferma Amanda Woodward, professoressa associata di Psicologia presso l'Università di Chicago. "I neonati non hanno alcuna aspettativa su come le cose dovrebbero essere, quindi tutto ciò che incontrano è per loro nuovo e interessante". 

Toccare, gustare, annusare... scoprire il mondo attraverso i sensi.
Per ogni bambino la stimolazione sensoriale è alla base di un buono sviluppo fisico, emotivo e sociale. Non dimentichiamo però che i bambini hanno soglie sensoriali individuali e che ciò che attira uno, può spaventare un altro. 

 

Ma cosa piace ai neonati?
Ecco sedici cose per loro semplicemente irresistibili... Prosegue...

10 dicembre 2012

Genitori esauriti: un terzo di loro mente sul sonno del figlio

10 dicembre 2012

La pressione sui neogenitori è spesso così alta che molti di loro, per apparire agli occhi di chi li circonda, genitori perfetti, mentono riguardo al sonno dei propri figli

Da un’indagine condotta in Gran Bretagna e pubblicata sul Daily Telegraph risulta infatti che la paura di essere giudicati dagli altri, cattivi genitori, porti un terzo degli intervistati a nascondere i disturbi del sonno del proprio figlio e a mentire, affermando che dorme per tutta la notte. 

Le aspettative della famiglia e della società condizionano a tal punto i neogenitori da provocare in loro sentimenti di vergogna e frustrazione quando i comportamenti del figlio non rispecchiano le modalità indicate dagli “esperti” del caso. Prosegue...

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