19 ottobre 2014

D’amore e di sogni. Di ecologia e pannolini lavabili. Storia di una mamma e del suo amore per i figli e per la natura.

19 ottobre 2014

 

"Quando sono rimasta incinta del mio secondo bimbo sono stata travolta da un mix di emozioni contrastanti… gioia, paura e un senso di smarrimento per alcuni problemi che mi trascinavo dietro dalla mia prima maternità.

 

Teresa, la mia prima bambina nacque inaspettatamente il 2 novembre 2011, era piccola e pigra e il mio allattamento stentava a partire. 

Quando venni dimessa mi dissero che non avevo latte e che da allora, ogni volta, dopo averla attaccata cinque minuti a seno, avrei dovuto darle l’artificiale… 

Dopo due mesi di allattamento misto mollai, mentre nonne e zie mi dicevano che tanto cresceva bene lo stesso e io mi autoconvincevo.
In realtà stavo malissimo per non essere stata capace di nutrirla! 

 

Il latte artificiale dà degli orari e sazia molto. Così lei dormiva beata nella sua carrozzina e io mi sentivo sempre più vuota…
Tutti mi dicevano che stava andando tutto bene, ma io quella bimba la sentivo a volte lontana e distaccata. 

Ma come in tutte le cose andiamo avanti e ci appoggiamo ai consigli di chi ci vuole bene, per insicurezza!

Abbiamo poi deciso di avere un altro bimbo ed è arrivato subito.
La prima cosa che ho pensato è stata “Io lo voglio allattare”! Prosegue...

30 gennaio 2014

L'uomo di ferro. Ansia, paura e depressione nell’uomo che diventa padre

30 gennaio 2014

“Nel bosco ci sono gli spiriti.

Temo quel che è successo agli altri...

e ho paura che tu non possa più uscirne.”

L'uomo di ferro di J.W.Grimm

 

Prima la vita, poi la filosofia ed infine la psicologia ci hanno insegnato che ci sono, nella storia di ogni individuo, dei momenti che per loro natura possono portarci ad uno stravolgimento tale da farci barcollare, con - non di rado - delle spiacevoli conseguenze.

Questi momenti possono infatti rivelarsi come possibili generatori di una elevata dose di stress e quindi destabilizzare il normale equilibrio di una persona. 

 

La nascita di un figlio è senza dubbio uno di questi.

 

É ormai da tempo che c'è un forte interesse da parte della comunità scientifica verso quel particolare momento della vita della futura e neo madre.

Attraverso innumerevoli studi e ricerche sappiamo infatti che in gravidanza e nei primi mesi dopo il parto le donne possono manifestare, con una certa frequenza, reazioni emotive di carattere ansioso-depressivo.
Queste possono andare dalla semplice disforia post-partum o maternity blues (un’alterazione transitoria dell’umore che si manifesta nel 60-70% delle puerpere nei giorni immediatamente successivi al parto) fino a vere e proprie depressioni post-partum, psicosi post-partum e disturbi post traumatici da stress come conseguenza della nascita del bambino.

Pensando a vissuti ansioso-depressivi legati al parto si tende inevitabilmente a vederli come un fenomeno prevalentemente femminile, ma contrariamente a quanto possiamo pensare non è una condizione che riguarda solo la madre. 

 

Dove abbiamo lasciato il futuro e neo padre? Prosegue...

26 settembre 2013

Acqua libera tutti: i benefici dell'acquaticità nel bambino ...e nel genitore

26 settembre 2013

 

 

L’acqua è da sempre un elemento che stimola il gioco e l’energia.

E' per questa ragione che tra gli obiettivi di un percorso di acquaticità in età infantile, si inserisce quello di non relegarla a contesti prestazionali o terapeutici, per dare invece massimo valore al piacere e alla sperimentazione spontanea.

Acquaticità intesa dunque come esperienza ludica e sensoriale, in cui vengano messi al primo posto i bisogni e i tempi di ognuno. 

In cui i desideri del bambino si sostituiscano al giudizio sulle sue prestazioni.

Immersi nell'acqua genitore e bambino, riapprodano insieme alle loro origini.

Possono lasciarsi andare, farsi cullare, rilassarsi e giocare. Stringersi l’uno all’altro in una dimensione magica di leggerezza e di profondo piacere. Prosegue...

11 giugno 2013

Oh no! Si mangia!

11 giugno 2013

 

 

di Luisa Vaselli, psicologa, psicoterapeuta

 

 

Il momento del pasto, come quello del sonno, è spesso causa di grandi dissidi all’interno delle famiglie.
Quanti nonni in buona fede distruggono ore e ore di lavoro che ci hanno visti impegnati per tenere a tavola le nostre piccole pesti, mettendole davanti alla televisione o rincorrendole per casa perché “ per lo meno mangiano”.

 

Il momento che precede il pasto per alcuni genitori può essere considerato l’anticamera dell’inferno.

 

Si assiste a scene di panico, urla disperate, nonni preoccupati che il nipote non si cibi in modo adeguato. Così per evitare che il piccolo possa digiunare si ricorre a numerosi stratagemmi. Prosegue...

31 marzo 2013

Ma quanto conta la presenza di un padre?

31 marzo 2013

 

 

Se solo cinquant’anni fa qualcuno avesse raccontato alle nostre nonne di un futuro in cui i papà avrebbero cambiato i pannolini puzzolenti dei loro pargoli e spignattato tra i fornelli per preparare la pappa al figlio, sicuramente avrebbero pensato alle costruzioni fantascientifiche di un ironico romanziere. Prosegue...

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