26 settembre 2013

Acqua libera tutti: i benefici dell'acquaticità nel bambino ...e nel genitore

26 settembre 2013

 

 

L’acqua è da sempre un elemento che stimola il gioco e l’energia.

E' per questa ragione che tra gli obiettivi di un percorso di acquaticità in età infantile, si inserisce quello di non relegarla a contesti prestazionali o terapeutici, per dare invece massimo valore al piacere e alla sperimentazione spontanea.

Acquaticità intesa dunque come esperienza ludica e sensoriale, in cui vengano messi al primo posto i bisogni e i tempi di ognuno. 

In cui i desideri del bambino si sostituiscano al giudizio sulle sue prestazioni.

Immersi nell'acqua genitore e bambino, riapprodano insieme alle loro origini.

Possono lasciarsi andare, farsi cullare, rilassarsi e giocare. Stringersi l’uno all’altro in una dimensione magica di leggerezza e di profondo piacere. Prosegue...

17 agosto 2013

Spaventosi, prodigiosi... primi passi

17 agosto 2013

 

Scheggia n° 6 di B.

Spaventosi, prodigiosi... primi passi

 

Eccoci arrivate a un momento cruciale: lei si è staccata dalle mie mani per camminare da sola...   

L’autonomia è meravigliosa!  

Faticosa da conquistare e difficile da mantenere. 

Ogni piccola decisione quotidiana ne richiede una certa dose e se per alcuni il cammino è più semplice, per altri è meno immediato.

E non solo per i bambini. 

È difficile prendere decisioni da soli, portarle avanti, rischiare, mettersi in gioco e accettare il fallimento. Rialzarsi quando si cade, non scoraggiarsi e di nuovo tentare! 

È un lavoro costante su se stessi, ma quanta soddisfazione quando, con le proprie forze, si ottiene un risultato! 

Come aver scalato una montagna tra mille difficoltà e centomila ripensamenti… però l'aria che si respira in vetta, ricompensa di ogni fatica! 

Ora che vedo la mia bambina alle prese con questa sfida, conoscendone le sfaccettature, la gioia e la delusione, cerco di aiutarla come meglio posso ad affrontarle entrambe!

 

Prodigiosi, spaventosi primi passi!

Se pensavo che fosse difficile il lavoro su se stessi per se stessi, non avevo ancora sperimentato quanto lo fosse il lavoro da fare su di sé per un'altra persona!

Sì, perché, quando la vedo, così instabile sulle sue bellissime gambette storte, sorridente e illuminata di felicità per essere riuscita a mettersi in piedi e a fare da sola quel passettino, come faccio…

COME FACCIO…

... a non pensare alla collisione della sua preziosa testolina col pavimento!? Prosegue...

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